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Open Data, scopriamo le Linee Guida Nazionali – parte 2

di Daniele Rizzo, FPA

La scorsa settimana avevamo concluso la prima parte del focus sulle Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico con la sesta azione delle quindici individuate dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID). Ripartiamo dunque oggi dalla settima per arrivare a conclusione di questo viaggio attraverso le pratiche corrette da seguire per la pubblicazione dei dati.


Azione 7
Individuata una data governance che all'interno della PA regolamenti e strutturi il rilascio dei dati (azione 6), la settima azione guarda anche fuori dalle amministrazioni, e chiede di definire una chiara strategia di coinvolgimento degli stakeholder. Che siano interni o esterni poco importa: in ogni caso si tratta di un processo che punta a diffondere la cultura degli open data. Affinché la strategia di rilascio dei dataset sia inclusiva bisogna assicurarsi che: il rilascio dei dati soddisfi la domanda di qualche stakeholder; i dati siano accompagnati da ricca documentazione; sorgano luoghi (reali e non) di conversazione intorno ai dati; sia stimolato il riutilizzo dei dati; siano previsti cicli di feedback con una comunità di riferimento.


Azione 8
L'azione 8 raccomanda alle amministrazioni di coordinarsi tra loro prima di intraprendere iniziative singole isolate per ciò che riguarda la raccolta di dati; in tal senso deve essere mantenuto costante il dialogo tra livello amministrativo centrale e locale, automatizzando il più possibile il processo di acquisizione dei dati da parte del livello centrale.


Azione 9 
Fino alla pubblicazione di queste Linee Guida erano state individuate quindici caratteristiche specifiche per la caratterizzazione della qualità dei dati1. Di queste AgID richiede la garanzia di almeno quattro, ossia: accuratezza, coerenza, completezza e attualità (o tempestività di aggiornamento). L'accuratezza presuppone che il dato rappresenti correttamente il valore reale del concetto o evento a esso riferito. La coerenza chiede che non ci sia contraddittorietà con altri dati dello stesso contesto. La completezza vuole che il dato sia appunto esaustivo nella sua totalità. L'attualità impone la tempestività d'aggiornamento del dato.


Azione 10
Architettura. È questa la parola chiave al centro della decima azione, che si pone l'obiettivo di limitare il proliferare di schemi per la condivisione dei dati nelle varie amministrazioni. L'architettura dell'informazione del settore pubblico individua vocabolari e schemi già diffusi in ambito europeo da utilizzare per la condivisione dei dati, e su questi le PA devono fare affidamento.


Azione 11
In generale per la condivisione dei dati si adottano formati aperti: non è infatti detto che gli utenti abbiano a disposizione formati proprietari. Qualora non sia evitabile il rilascio in formati proprietari, è necessario assicurare anche un'alternativa non proprietaria. Soprattutto è da evitare l'utilizzo di formati per dati non strutturati quando si tratta di condividere dati strutturati. Nelle Linee Guida AgID fornisce una lista di formati aperti consigliabili per i dati, per i documenti e per i dati geografici.


Azione 12
Per quel che riguarda le licenze assegnate ai dataset, AgID suggerisce l'adozione generalizzata della licenza CC-BY nella sua versione 4.0. In ogni caso l'informazione sul tipo di licenza deve sempre essere specificata. Nelle Linee Guida sono presenti una lista delle licenze più utilizzate per i dataset e uno schema che indica le compatibilità tra queste.


Azione 13
AgID suggerisce di rilasciare i dati sempre e solo gratuitamente. Tuttavia è possibile chiedere per il riutilizzo dei dati un corrispettivo che determina la stessa Agenzia. 


Azione 14 e 15
L'azione 14 chiede che chi pubblica i dati ricontrolli tutte le azioni precedenti, verificando quindi d'aver adempiuto alle azioni che vanno dalla 1 alla 13. L'azione 15, infine, consiste nel documentare i dati pubblicati sul portale dati.gov.it. Ai sensi dell'art. 1 comma 8 del D.Lgs. 18 maggio 2015, n. 102, il portale è infatti l'unico riferimento per la documentazione e la ricerca di tutti i dati della pubblica amministrazione. Dal momento che il portale include esclusivamente i metadati conformi al profilo DCAT-AP_IT, ecco che l'azione 4 diventa fondamentale per l'ammissione del dataset.


1 Standard ISO/IEC 25012:2008, poi norma italiana UNI ISO/IEC 25012:2014.

Foto di copertina di brett jordan rilasciata in cc.

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