logo

Gli Open Data della Regione Lazio creano valore

Sulla scia di Open Data 500, censimento sulle aziende americane che lavorano con i dati aperti, sono da qualche giorno online i risultati dell'analoga indagine svolta sulle aziende italiane.
Open Data 200 Italia è il primo studio sulle imprese del nostro territorio che utilizzano open data nelle loro attività per generare prodotti e servizi e, dunque, non solo valore sociale, ma anche economico. Il progetto è sviluppato dal GovLab della New York University – laboratorio il cui obiettivo è favorire e promuovere politiche aperte e collaborative grazie anche all'utilizzo degli open data –  e dalla Fondazione Bruno Kessler – istituto di ricerca con sede a Trento.
Delle 200 realtà interpellate per l'indagine sono stati attualmente rilasciati i dati relativi a 55 aziende. Dal censimento è risultato che utilizzano banche dati provenienti da 39 Pubbliche Amministrazioni o enti diversi. Tra le 42 aziende che utilizzano 18 fonti dati nazionali, sono 29 quelle che attingono a dati di Istat e dati.gov.it, tra le 30 aziende che, invece, utilizzano quelle regionali, 8 sfruttano i dati rilasciati dalla Regione Lazio.
Navigando sul portale è possibile risalire all'ambito di interesse delle aziende che impiegano i dati regionali: così facendo si può notare che si tratta di aziende che operano nel settore del turismo e della cultura, della tecnologia e dei dati, della ricerca e consulenza, nel governo e pubblica amministrazione e nei trasporti. Questi dati costituiscono un valore aggiunto incredibile per le amministrazioni, poiché restituiscono informazioni sugli interessi delle aziende e, così facendo, possono guidare il rilascio di determinati dataset. 
Foto di copertina di brett jordan rilasciata in cc.
Media (0 Voti)

blog comments powered by Disqus